Il ruolo terapeutico della PEA nella sclerosi multipla

La letteratura scientifica più aggiornata mette in evidenza come la neuroinfiammazione rappresenti un fattore comune nella patogenesi delle malattie croniche che colpiscono il S.N.C. come le forme neurodegenerative e quelle traumatiche. In particolare si evidenzia come la neuroinfiammazione dovuta all’attivazione ed alla proliferazione di cellule non neuronali come microglia ed astrocita nonché – sulla base di recenti evidenze – anche del mastocita residente nel cervello o infiltrante a seguito di alterazione della barriera ematoencefalica, rappresenti la vera causa del danno degenerativo neuronale.

Si tratta di una profonda rivoluzione concettuale rispetto alla visione neurocentrica considerata dominante per molti anni nelle neuroscienze, rivoluzione destinata a mutare l’approccio clinico-farmacologico nel porre in atto terapie innovative verso meccanismi di regolazione più fisiologici e meno direti al neurone in sé. La neuroinfiammazione è dovuta ad un’attivazione cronica della risposta immunitaria a livello del SNC in seguito a noxae di varia natura che coinvolgono microglia, astrociti e mastociti ivi residenti, citochine, chemochine e relativi processi molecolari. Le cellule non-neuronali attivate producono e rilasciano mediatori pro-infiammatori capaci di alterare la plasticità sinaptica, determinando una perturbazione dell’omeostasi cerebrale e favorendo lo sviluppo di numerose malattie associate.

Ove vi sia compromissione della barriera ematoencefalica la neuroinfiammazione risulta amplificata da processi flogistici periferici, con reclutamento di cellule immunitarie dal circolo ematico.Innumerevoli studi focalizzati sul ruolo della microglia nello sviluppo di processi neuroinfiammatori e neurodegenerativi hanno contribuito a rendere disponibili preziose conoscenze inerenti le molteplici funzioni di queste cellule, dotate di elevata plasticità e capaci di mutare profondamente l’assetto fenotipico cellulare. L’attivazione della microglia può essere indotta e sostenuta da stimoli nocivi anche di provenienza periferica ed è a sua volta responsabile dell’attivazione degli astrociti Nella genesi neuroinfiammatoria grande importanza assumono i mastociti residenti in specifiche aree encefaliche.

La densità mastocitaria è elevata soprattutto a livello della leptomeninge sovrastante il talamo dorsale, nello stroma dei plessi corioidei telencefalici, nel putamen, nel claustrum, nel diencefalo, nei peduncoli olfattivi, nella pineale ed in alcuni nuclei ipotalamici, nell’infundibulum e nell’area postrema. I mastociti cerebrali svolgono attività esocitosica rilasciando i granuli secretori nel tessuto circostante e interagiscono con i neuroni influenzandone l’attività si direttamente sia indirettamente, mediante un cross-talk mast cell-glial-cell ed è proprio grazie a ciò che potenziano lo viluppo della neuroinfiammazione cerebrale- Il contributo della neuroinfiammazione nella genesi delle patologie neurodegenerative quali Alzheimer, SLA, Sclerosi multiplaè dunque ormai accertato.

Da ciò consegue che il moderno intervento terapeutico deve focalizzarsi su rimedi in grado di contrastare la neurodegenerazione modulando l’attivazione delle cellule non-neuronali residenti nel SNC come ha posto in evidenza il recente articolo apparso su Science “A new strategy to inhibiting infiammation would be to commandeer nature’s own anti-infiammatory mechanism to induce a dominant program of resolution” e di favorire la risoluzione dei processi neuroinfiammatori.

La PEA viene sintetizzata “on demand” essenzialmente da cellule non-neuronali onde garantire la necessaria neuroprotezione del tessuto nervoso; ne consegue che i suoi livelli possono subire notevoli variazioni. Segnatamente i livelli di PEA tissutali,liquorali ed ematici risultano incrementati anche nella Sclerosi multipla. Il meccanismo molecolare attraverso cui la PEA contrasta la neuroinfiammazione è sostanzialmente l’inibizione controllata di microglia e mastociti attivati. E’ utile ricordare che gli studi in vivo sono corroborati da dai risultati ottenuti su modelli di cellule neuronali e colture miste che confermano le proprietà anti-neuroinfiammatorie e neuroprotettive della PEA. – Per questa ragione la PEA entrerà a far parte della mia nuova metodica di trattamento della SM unitamente ad altre sostanze di cui parlerò nei miei prossimi articoli.

Admin Dott. Giancarlo Cavallino

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